Zucchero, anima blues mediterranea: frasi e citazioni famose

Zucchero, pseudonimo di Adelmo Fornaciari, è un celebre cantautore e musicista italiano. Classe 1955, fin dagli esordi il grande artista ha lasciato il segno proponendo uno stile musicale unico ed originale. Zucchero ha infatti il merito di aver creato uno stile blues mediterraneo, nato dalla fusione tra il blues americano e i suoni della musica leggera italiana.

La fama del grande cantautore travalica i confini nazionali. Nel corso della sua carriera Zucchero, che ha venduto oltre 60 milioni di dischi, ha inoltre collaborato con grandi nomi della musica internazionale come Bryan Adams, Jeff Beck, Peter Gabriel e tanti altri.

Si riportano le citazioni più celebri di Zucchero e le frasi più belle tratte dalle sue canzoni più famose.

Come possiamo volare come aquile se siamo contornati da tacchini.

È difficile captare la sensibilità di certe persone perché stiamo andando troppo di fretta.

Il mio carattere si è forgiato sul marmo e l’anarchia.

Il mio stile preferito è quello straccione.

Il problema dell’ambiente mi preoccupa. Come faremo senza acqua? Ma soprattutto senza vino?

La musica è come il sesso: bisogna sperimentare sempre nuove posizioni.

Fare una vita da artista significa parlare continuamente dell’arte di vivere.

Dover morire mi fa incazzare, ma è un problema che non ho risolto.

Sono sempre stato solo perché non mi sono mai sentito veramente a casa mia. La solitudine e la malinconia mi avvolgono ed è per questo che amo il blues.

Ti amo si dice una volta sola nella vita. Lo dici una volta ed è un bonus.

Non è facile rimanere sé stessi cambiando o cambiare rimanendo se stessi.

Vivo nell’anima del mondo | perso nel vivere profondo.

Sogno qualcosa di buono | che mi illumini il mondo | buono come te, | che ho bisogno | di qualcosa di vero | che illumini il cielo | proprio come te.

Amerò in modo che il mio cuore | mi farà tanto male che, | male che come il sole | all’improvviso scoppierà, scoppierà.

Un altro sole | quando viene sera | sta colorando | l’anima mia, | potrebbe essere | di chi spera | ma nel mio cuore | è solo mia.

Sere d’estate | dimenticate, | c’è un dondolo | che dondola, | che belle scene | di lei che viene | da lune piene | e si gongola.

Negli occhi hanno dei consigli | e tanta voglia di avventure | e se hanno fatto molti sbagli | sono piene di paure, | le vedi camminare insieme | nella pioggia o sotto il sole | dentro pomeriggi opachi | senza gioia né dolore.

Un uomo che ama | si mostra completamente nudo, | la donna no, | è dietro lo scudo.

Ho bisogno d’amore, “perdio”, | per tutto quanto il giorno, | c’è bisogno d’amore, sai zio, | da tutto quanto il mondo.

Donne du du du, | pianeti dispersi | per tutti gli uomini così diversi.

Troveremo insieme | una ragione per vivere.

Voglio dormire sotto cieli di pace.

Con le mani se vuoi | puoi dirmi di sì | e provare nuove sensazioni, | farti trasportare dalle emozioni.

Perché se è vero | che tocco il fondo | mi faccio il mondo | e ritorno su, | adesso purtroppo scendo | ma dopo salgo | e non scendo più…

Sopra un bel prato | vorrei svanire | e ricordarti | di ricordare.

Nuove distanze | ci riavvicineranno | dall’alto di un cielo, Diamante, | i nostri occhi vedranno.

Per mano insieme, | soldati e spose.

Questo è un urlo che viene, | un urlo che va, | dal buco del culo al cuore. | Non c’è più religione | per questo sarà | un grido di rabbia e dolore. | Ma cosa c’è di volgare | oltre all’essere scemo?

Forse la speranza è un serpente che danza.

Tutti mi chiedono se credo in Dio | e lui crede a me?

Gloria nell’alto dei cieli, | ma non c’è pace quaggiù, | non ho bisogno di veli, | sei già un angelo tu!

Dai che non siamo dei santi, | le tentazioni del suolo | sono cose piccanti, | belle da prendere al volo.

Tu mi piaci come questa birra, | amara schiuma un pomeriggio al bar, | eh, sì, mi hai steso e mi va bene | eppure non lo so | se l’hai capito o no.

Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione Cattolica.

Per te che mi strappi il cuore | e la mia vita ferita, | coltivo una rosa bianca | e non il cardo e l’ortica.

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