Hegel: frasi e massime del filosofo tedesco

Georg Wilhelm Friedrich Hegel è stato uno tra i più noti filosofi tedeschi e uno dei pensatori più influenti della storia occidentale, divenendo un esponente di spicco della corrente dell’idealismo. Nato a Stoccarda il 27 agosto del 1770, lungo la sua vita approfondì diversi campi del sapere con una predilezione particolare per la cultura e filosofia greca antica. La sua speculazione ha avuto risvolti su molti altri pensatori venuti dopo di lui. Si è spento a Berlino il 14 novembre 1831.

Di seguito è stato redatto un elenco di celebri frasi di Georg Wilhelm Friedrich Hegel.

Negli amanti non vi è materia, essi sono un tutto vivente.

Il vero è l’intero, e l’intero è un processo.

Persino il pensiero criminale di un furfante è più grande e più sublime delle meraviglie del cielo.

Il negativo, vale a dire la libertà, vale a dire il crimine.

La scienza è un cerchio chiuso su se stesso, un cerchio di cerchi.

Tutto ciò che è umano, comunque appaia, è umano soltanto perché vi opera e vi ha operato il pensiero.

La storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote.

La storia come banco da mattatoio.

L’ingresso di Dio nel mondo è lo Stato.

Ciò che è razionale è reale; e ciò che è reale è razionale.

Un popolo che disprezza tutti gli dèi stranieri deve covare in petto odio per tutto il genere umano.

La religione cristiana ha molti martiri, fatti eroi nel sopportare, ma non nell’agire.

L’uomo che si isola rinuncia al suo destino, si disinteressa del progresso morale.

La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza che via via si riconosce come spirito.

L’Idea del dritto è la libertà; e per comprenderla esattamente bisogna riconoscerla nella sua nozione e nel suo Essere determinato.

Ognuno vuole e ritiene di essere migliore di questo suo mondo. Chi migliore è, esprime solo questo suo mondo meglio degli altri.

La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico.

Il delitto è ribellione all’autorità dello Stato, è la negazione del diritto, la pena è a sua volta la negazione del delitto e quindi la riaffermazione del diritto.

L’amato non ci è opposto, è uno con la nostra essenza: in lui vediamo solo noi stessi, e tuttavia non è noi: miracolo che non siamo in grado di capire.

Ciò che è noto, non è conosciuto. Nel processo della conoscenza, il modo più comune di ingannare sé e gli altri è di presupporre qualcosa come noto e di accettarlo come tale.

Il matrimonio è essenzialmente monogamia poiché è la personalità, l’immediata individualità, a porsi in questo rapporto.
La filosofia è il proprio tempo appreso col pensiero.

Ogni uomo ha dita, e può aver pennelli e colori, ma non per questo è pittore. Val lo stesso del pensiero. Il pensiero del dritto non è un che alla portata di tutti: l’esatto pensiero sta nel conoscere e profondamente conoscere la cosa; il che non si può avere che per via scientifica.

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